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Nota del sindaco di Gubbio su agricoltura dove si parla del Distretto Rurale |
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Agricoltura vuol dire qualità del cibo per noi e i nostri figli e tutela di un patrimonio di cura del territorio e relazioni umane e sociali, consolidato nel tempo. Non si può lasciare l’agricoltura alla mera logica del mercato e va riqualificata la figura dell’imprenditore agricolo, oggi legata anche a servizi di manutenzione del territorio, salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, cura e mantenimento dell’assetto idrogeologico e sicurezza alimentare. Per questo ho inserito il rilancio del settore in Umbria, nel cuore verde d’Italia. Gubbio sta lavorando da tempo su un modello innovativo di organizzazione, quello del Distretto Rurale, presidio di una politica di diversificazione produttiva, di integrazione economica, di coesione nel rispetto della conservazione e riproduzione degli equilibri naturali, in grado di promuovere una qualità totale territoriale. Mi adopererò affinché tale modello possa ottenere il riconoscimento legislativo regionale. In tale logica, dobbiamo respingere le produzioni con gli OGM e tutelare le nostre produzioni contadine dal rischio di standardizzazione. Va, invece, valorizzato e tutelato il nostro patrimonio agrozootecnico di biodiversità. Gli alimenti devono essere prodotti mediante sistemi a ciclo corto, vincolando, ad esempio, le mense pubbliche, anche gestite da privati, all’uso di prodotti ortofrutticoli freschi raccolti entro tre giorni, e all’acquisto di una percentuale significativa di prodotto in ambito regionale. Inoltre, occorre promuovere e sostenere i gruppi di acquisto, favorire i mercati contadini e la vendita diretta. L’agricoltura biologica rappresenta oggi non solo un metodo colturale, ma una proposta culturale, un modello di sviluppo locale e di crescita attento alla conservazione delle risorse, alla compatibilità ambientale e alla valorizzazione delle differenze locali.
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